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lunedì 12 dicembre 2011

Truccati a festa




Chi era a casa a guardare la Champions Mercoledì scorso? Io si. In realtà l'ho seguita un pò in TV un pò per Radio ma abbastanza da avere le idee chiare su quanto successo. La situazione è presto spiegata: nel girone D il Real Madrid gioca ad Amsterdam già qualificato e certo del primo posto mentre il Lione gioca a Zagabria contro l'ormai ultima Dinamo.
Per passare i francesi devono di sovvertire l'insovvertibile, di immaginare l'inimmaginabile, di sfidare la forza oscura: la differenza reti (parametro che entra in gioco subito dopo i punti) di +9 in favore degli Aiaci olandesi, che al momento sono secondi. 
La prima frazione si svolge serenamente e si conclude con uno 0-2 in favore del Real, prevedibile data la qualità dell'equipo blanco e la quasi certezza del passaggio da parte degli olandesi,  e un 1-1 in Croazia che lascia poche speranze sebbene il parametro sia sceso a +7. 
E' a questo punto che entra in gioco Steven Spielberg...
O almeno sembrerebbe...

domenica 16 ottobre 2011

Cioè, che la liga è spettacolare, che la premier è bella vera..


Cioè che poi mi dicono che il nostro non è un bel campionato. E invece a me piace. E dicono che gli arbitri sbagliano. E mi piace pure quello. Che forse non siamo forti come il Barcellona, che gioca il campionato da solo. E invece da noi succedono cose che voi umani.. in casa il Napoli vince 3-1 col Milan, e poi perde 1-2 col Parma. L'inter è a 4 punti, e mica è scarsa. Il Milan le fa compagnia nella parte destra della classifica. Le provinciali sono in testa. Guarda il palermo, vende Pastore, dato per morto, miracolo Mangia e son 10 punti. E comunque vai te a vincere a Catania sotto la pioggia. Prova a uscire vivo dal San Paolo, cosa pensi quando entri negli spogliatoi degli ospiti de "Il nuovo stadio della Juventus"? Com'è esibirsi alla scala del calcio? Hai mai visto un derby in Italia? A Roma, o a Milano? Non ci sono più le sette sorelle? al limite ci sono i sette nani? Forse è vero, avete ragione.

Ma sono sette nani incazzati duri, e non è mica facile 

e questo è forte vero
e sì, è anche nano
mosic

martedì 21 giugno 2011

e terra e polvere che tira vento e poi magari piove





Mi ricordo ancora la prima volta che ci ho messo i tacchetti. Non è cambiato quasi niente da allora, questo è il suo difetto unico. Come quando ti raccontavano che un campo così è meglio perché ci giochi anche quando piove, si ma quando non piove... E quando ne parli con i vecchi sempre sorridono perché c'è da sempre, da prima che il ponte collegasse una Milano che si espandeva ad una Milano che non c'era. E tutti quelli che ci passano in macchina uno sguardo ce lo buttano sempre, anche se forse non tutti sanno che lì una volta nacque calcisticamente e tirò i primi calci un certo Meazza, e che è tra le prime società calcistiche milanesi, e sono venuti da Torino per allenare, e tante altre storie che si sentono solo al bar o in segreteria. L'Iris 1914 è sempre stata anarchica e indipendente, quella timida solitudine che sa di superiorità.
Domani inizieranno i lavori, non si solleverà più la polvere al suo posto fili di erba sintetica e cocco.
A noi ci piace ricordarla come un teatro di indimenticabili roventi battaglie dove i pantaloncini e la maglietta si sporcavano di bianco e di sangue e come una pozza di fango sotto la pioggia e il vento. E' stato un particolarissimo privilegio giocare su quella terra.

martedì 14 giugno 2011

Il Dio Pallone


Amici di NoAut. . .

La rubrica El Balùn, sotto choc a causa dello scandalo scommesse è andata in letargo per qualche periodo, ma è oggi che ritorna in pompa magna.
Siamo stanchi di apprendere di gente che si prende gioco del pallone, maltrattandolo.
Noi della redazione, uniti, vogliamo il bel calcio, la giustizia.
Ed è lui in persona, il pallone, colui che fa' girare la testa a miliardi di uomini e donne nel mondo, che ci dà la sua visione delle cose.

Ho voluto immaginare la risposta che mi avrebbe dato il Dio Calcio alla domanda: "chi sei veramente, e perché ci domini".

A voi altri l'ardua sentenza

Dalla panchina di El Balùn

6olu

 Dio Pallone by ludodrum

venerdì 3 giugno 2011

solo 10

DIECI

Sulle scarpette
è passata tanta terra
poca erba
gialla e verde
tagliata e bagnata
cotta al sole
all'ombra dei muri di case che nascondono i campi.
Il naviglio un po' più in là.
Adesso ci sono i graffi sulla gomma nuova
il fastidio delle punture
la sua andatura invece è uguale
ciondolante e incerta
sente il peso delle responsabilità.
Passeggia forzatamente.
Il suo è quel limbo
la lingua di campo troppo stretta, inesistente
dove la palla non si insegue
dove muoversi è troppo tardi
e riceverla è troppo presto.
Nessuno capisce
non lo si cerca lo si crea lo spazio
si aspetta la palla
con forza sui piedi, piedi veloci elastici
sbilanciato in avanti
in testa ha un idea
ai piedi il resto
lasciatelo fare
vediamo cosa combina.

venerdì 29 aprile 2011

Repubblica Calcistica Italiana




Ciao ragazzi, torna la nostra rubrica calciofila El Balùn.

Il disgelo invernale ha portato nuove idee e nuove consapevolezze rispetto al calcio moderno e proprio oggi vorrei proporvi alcuni spunti di riflessione sull'universo pallonaro nel nostro paese.

lunedì 14 marzo 2011

La Riforma Delle Pensioni

ciao ragazzi eccoci di nuovo con El Balùn,

Seguendo i video calcistici spassosi che girano sul web mi è capitato di imbattermi nelle conferenze stampa di presentazione di due idoli del pallone che hanno deciso di dare una svolta alla loro carriera: Gullit e Roberto Carlos. Il primo, che ha appeso scarpini e dredd al chiodo da un pezzo, ha deciso di candidarsi per la panchina del Terek Grozny, la squadra della capitale Cecena, mentre il secondo ha firmato un ricco biennale con l'Anži Machačkala che è una società di calcio di Makhačkala, capitale della regione russa del Daghestan..... Basterebbe questo preambolo per ridere tutti insieme almeno un mesetto, in realtà sempre più spesso si assiste a flussi migratori che portano personalità famose del calcio a imbattersi in avventure quantomeno bislacche. Gullit è stato accolto al suo sbarco da una troupe di ballerini ceceni che vestiti coi costumi tradizionali lo hanno intrattenuto per una mezz'ora sulla pista d'atterraggio; io me lo ricordo, Ruud, in finale di Coppa dei Campioni sfrecciare tra le maglie del Barcellona, bello, alto e sorridente, ma vederlo che si presta a queste messe in scena balorde solo per raccimolare qualche milionata di euro in più nella speranza di avere una vecchiaia comoda, mi "annoia"...E che dire di quel terzino sinistro? Si quello lì, Roberto Carlos, il più forte di tutti i tempi forse, lo ricordo che infila una punizione a Barthez, il quale mensilmente torna sul luogo del misfatto con una alcuni amici della scientifica per capire "come sia stato possibile". Bene, che dire di Robi che invece di concludere la sua carriera al Corinthians e starsene a casa adorato dal mondo che ricorda le sue cannonate, stipula un contratto in Caucaso Centrale? La cifra è considerevole, 9 milioni di "Banane Acerbe", ma lui, per me, l'ha fatto per lo sci.. Andate a vederlo al suo primo allenamento: doppio piumino, cappello tirato giù fino al naso con una nevicata epocale che si abbatte sul centro sportivo. Dite che non ci ha pensato nemmeno un attimo a Ipanema e Leblòn?
Bisogna andarsene da eroi, ragazzi, imparate da Achille che ha scelto una vita breve ma gloriosa. Van Basten è stato costretto a smettere prematuramente, suo malgrado è vero, ma è ancora idolatrato nel mondo, come Jim, Jimi e Janis.
Cannavaro gioca a Dubai, nell'Al-Ahli, ma lui si che ha fatto bene, anzi, probabilmente riprenderà a giocare a pallone dato che dal 2006 aveva smesso. Non dimenticherò mai le magie di Robi Carlos e del tulipano nero, ma non potrò non ridere ricordando le insolite situazioni in cui hanno deciso di ficcarsi.

Il mondo del calcio tuttavia è unico anche per questo.

Allego una foto di Roberto Carlos al cancelletto di partenza della libera.



eheh, maddài.....


baci


6olu

lunedì 7 marzo 2011

martedì 22 febbraio 2011

THE OLD FIRM: due religioni, una città



Ciao a tutti, torna El Balùn con uno sguardo sul calcio scozzese.

Tutti gli appassionati di calcio sanno quanto sia acerrima la rivalità tra Celtic e Rangers, le due squadre di Glasgow. E tutti sanno anche che, si, si odiano perché gli uni sono cattolici e gli altri protestanti. Vero! Ma superficiale, perché questa partita è impregnata di mille altri significati e giocandosi ben quattro volte all'anno, a causa del limitato numero di squadre partecipanti alla Lega scozzese, costituisce quattro momenti topici nell'anno di un tifoso. Tanti giocatori italiani hanno giocato con le maglie di queste due compagini e vediamo il loro parere rispetto al derby di Glasgow. Paolo Di Canio, giocatore del Celtic nella stagione 96-97: «La tradizione è la componente essenziale di quel mondo. In Scozia ho visto novantenni che a stento si reggevano in piedi portati a raduni di tifosi, e lì osannati come se avessero segnato un gol decisivo la domenica precedente. Quando ti infili la maglia del Celtic avverti chiaramente il transfert, cent' anni di storia che ti entrano nella pelle». Quello del Firm Non è un sabato sera qualsiasi nei quartieri cattolici della città. Questa è la vigilia del primo derby stagionale e il Bairds Bar, tana dei fans del Celtic va avanti tutta la notte a spillare Guinness, Tennent' s e sogni di rivalsa.

martedì 8 febbraio 2011

Fields of Anfield Road



"All round the fields of Anfield Road
Where once we watched the King Kenny play (and could he play!)
Stevie Heighway on the wing
We had dreams and songs to sing
Of the glory, round the Fields of Anfield Road".

Fa così il ritornello di uno dei più famosi "chants" della Kop, la gloriosa curva del Liverpool, una delle più orgogliose e storiche, nonché vincenti squadre che il mondo abbia visto mai. Si capisce subito dalle parole di questo coro quanto i tifosi del Liverpool F.C, gli scousers (appellativo dato più generalmente agli abitanti della città) siano legati ai retaggi di un passato fulgido, che ha visto i Reds dominare il mondo dal 1972 a fine anni 80', ma che ha radici ben più antiche. Molti sono i miti che hanno calcato i Fields of Anfield Road, un'entità vivente più che uno stadio: da Bill Shankly a king Kenny Dalglish fino a Ian Rush e Robbie Fowler, colui che "sniffò" la linea di fondo dopo un gol sotto la curva.
E' difficile spiegare a coloro i quali non sono veri appassionati di calcio quanto questa squadra abbia significato per questo sport e quanto i suoi tifosi siano riconosciuti a livello mondiale per la loro instancabile passione e il loro immortale attaccamento alla maglia, i Kopites.

lunedì 31 gennaio 2011

LIGABUUUU


Un appello a tutti gli appassionati di pallone, Mayday, salviamo la Liga!

Oggi vorrei spendere qualche parola sul campionato spagnolo che da quando ho memoria di calcio giocato si è sempre combattuto fra Real Madrid C.F e F.C Barcelona, tranne un biennale exploit del gaudente Valencia di Benitez. Bene, io sto rapidamente perdendo interesse in questo torneo. Sono fanatico di calcio e seguo con passione maniacale, mio malgrado perché ormai è il mio corpo che mi impone di star dietro a ogni match trasmesso in Tv, tutti i più importanti campionati calcistici e devo dire che quello iberico mi sta stufando davvero: dissento da tutti coloro i quali lo ritengono il più spettacolare e godibile, è semplicemente una pagliacciata...Non sopporto più il Barcellona che fa cinque gol a partita, non sopporto più Messi, pur riconoscendone l'alieno talento, che dribbla come paletti gli impacciati centrali difensivi dell'Almerìa che sembrano ben disposti a farlo passare sui loro cadaveri ogni volta che entra in area.

mercoledì 26 gennaio 2011

Please, No Mas Tapas.

Visto e considerato che sono un romantico e che credo fermamente nell'esistenza delle bandiere anche nel calcio moderno e partendo dal presupposto che da qualche parte bisogna sempre partire per diventare idoli, dico: Leonardo, e spezzali sti pani. Non fraintendetemi, non sto insinuando che un uomo che ha giocato dall'altra metà del Naviglio e che ha onorato con la sua fresca presenza le morbide panchine rossonere del Meazza possa di punto in bianco diventare un eroe della "Beneamata", ma di certo le corna le ha sbattute sul muro giusto. Si dà il caso che dalle parti di Appiano dopo la dipartita del generale tutti fossero alla ricerca della reincarnazione del santissimo, ebbene io dico che questo forse è pure meglio. Tutt'e due belli, tutt'e due carismatici e motivati sempre a dare il meglio, quello nuovo è pure più giovane, simpatico e conciliante.